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Anfiteatro Castrense - orto monastico

Le finalità

Il giardino, o orto, dei monasteri era un luogo separato dal mondo dove il monaco poteva continuare a mantenere il suo raccoglimento pur svolgendo lavori manuali. L’anfiteatro castrense da questo punto di vista si presentava luogo privilegiato per questa attività. San Benedetto nella sua regola prescrive che nel monastero ci siano riserve d’acqua e un orto, e nello sfacelo generale del medioevo questi luoghi “recintati” costituivano una fonte di sostentamento non solo dei monaci ma anche del vicinato. La stragrande maggioranza dei monasteri della campagna romana erano costruiti su rovine di antiche ville patrizie ove c’erano ampi spazi per gli horti (orti), pomaria (frutteti) viridaria (boschetti) herbaria (erbari). Come generalmente avveniva nel medioevo anche il monastero con tutte le strutture aveva carattere liturgico e i fabbricati, il chiostro e il giardino erano immagini della Nuova Gerusalemme e l’orto doveva richiamare il Paradiso terrestre prima del peccato di Adamo ed essere figura del Paradiso Celeste. Pertanto le piante e le erbe in esse coltivate non avranno solo carattere nutritivo ma anche curativo. E’ interessante consultare i vari libri botanici dell’epoca mediovale ove ogni pianta viene illustrata e descritta: qualita’ terapeutiche, rischi, forme, ubicazioni ecc. Certe prescrizioni dell’epoca carolingia forse a noi oggi possono sorprendere, viene prescritto il numero delle specie di piante che devono essere coltivate e ne segue l’elenco dettagliato. Come nel Paradiso Terrestre i frutti dell’orto danno alimento e benessere, gioia nel contemplarli, riposo nei giorni del gran caldo.

I passi dell’Apocalisse ove si dice che non avranno più fame ne sete e le foglie degli alberi non cadranno mai e non ci sarà più la fatica perchè la luce dell’Agnello è in mezzo a loro, nel monastero, nell’Hortus (Paradiso) si realizzano. E’ tuttavia significativo che nella meditazione cistercense, l’ hortus conclusus in S. Bernardo di Clairvaux, che i simboli relativi al giardino nelle loro variabili scritturali vengono trattati con intensità e grande profondità.
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