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Anfiteatro Castrense - orto monastico
La storia
Sotto Settimio Severo fu costruita nella zona di S. Croce una residenza degli imperatori, in essa vi era un anfiteatro di “corte” per gli spettacoli. Questo anfiteatro è l’unico conservato in Roma insieme al Colosseo. L’area era già un luogo di stanziamenti nel IX sec. A.C. e fino all’avvento cristiano era una zona viaria della città. Nel II sec. D.C. una parte della zona divenne proprietà dei Vari da qui la denominazione: “Horti Variani”. Sotto Eliogabalo divenne proprietà del demanio imperiale, in questa zona l’imperatore si dedicava al suo passatempo preferito: la corsa dei carri. Durante l’era costantiniana l’area fu ristrutturata ampiamente con costruzioni pubbliche e private. In essa fu costruita una cappella palatina per il culto della Santa Croce. Con la decadenza dell’impero tutto cadde nell’oblio del tempo fino al XX secolo eccezione fatta per il luogo di culto e relativo monastero. La Chiesa con annesso il monastero, affidato dal 1561 ai monaci cistercensi, sono stati e lo sono tuttora luogo di continui pellegrinaggi. Questo luogo nel IV secolo D.C. divenne stabile residenza dell’imperatrice Elena, madre di Costantino che vi fece notevoli modifiche.
L’anfiteatro è un’opera costruita interamente in laterizia ed è databile intorno al 218-222 D.C. sotto l’imperatore Eliogabalo, e si presenta con notevoli rifacimenti effettuati sotto vari pontificati per motivi prevalentemente difensivi. Nella sistemazione delle mura aureliane, sotto papa Paolo IV intorno al 1556-57 ci furono le maggiori modifiche e sotto Sisto IV e’ stata costruita l’attuale chiesetta di S. Maria del Buon Aiuto. Documenti del XV e XVI secolo e alcuni schizzi del Palladio ci rivelano come era l’anfiteatro prima di Paolo IV, cioè prima dei grandi lavori cinquecenteschi. Come molti monumenti romani le parti interne dell’anfiteatro furono usate come cava di materiale per costruzioni.
Dal 1995 è in corso una campagna archeologica approfondita che ha dato alla luce la reale destinazione di questo monumento. Queste nuove indagini sotterranee hanno evidenziato importanti strutture finora sconosciute che ne chiariscono l’uso e confermano l’esattezza dei disegni del Palladio (metà sec. XVI). Dopo un periodo di abbandono e rifacimenti vari che comportarono anche l’innalzamento dell’area, fu costruita una struttura muraria per chiudere uno dei probabili ingressi al complesso. Intorno alla metà del XVIII secolo su questa struttura venne costruito l’attuale monastero. Per finire è in epoche a noi più vicine che vengono effettuati i lavori per la creazione del giardino e della via di accesso ad esso.
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